Allestimento stand Sigep: distinguersi tra 5 settori
Sigep World 2027 occuperà 138.000 metri quadrati del quartiere fieristico di Rimini, ospitando in contemporanea cinque macro-settori: Gelato, Pastry & Chocolate, Coffee, Bakery e Pizza.
In un contesto di queste dimensioni, la vera sfida nella progettazione nell’allestimento di uno stand al Sigep non è essere notati, ma essere riconosciuti immediatamente come parte del proprio comparto. Un visitatore che attraversa più padiglioni in poche ore decide in pochi secondi se fermarsi, e quel secondo dipende interamente dal codice visivo dello stand.
La mappa dei settori e la loro distribuzione
L’espansione dell’ala est della fiera, con i nuovi padiglioni B8 e D8, ha ampliato l’area dedicata rispettivamente al mondo della pizza ed a quello della panificazione, rafforzando la logica di Sigep World di organizzare lo spazio per filiere distinte. Questa suddivisione non è solo logistica: definisce percorsi di visita differenti, abitudini di consultazione diverse e, soprattutto, aspettative visive specifiche per ciascun settore. Per questo, ogni allestimento dovrebbe partire proprio dalla collocazione del comparto all’interno del quartiere, prima ancora di affrontare le scelte estetiche.
I codici visivi che il pubblico associa a ogni comparto
Ogni settore di Sigep World porta con sé un immaginario consolidato, costruito nel tempo dall’esperienza diretta dei visitatori. Riconoscere e utilizzare questi codici consente al visitatore di identificare il settore prima ancora di leggere il nome del brand.
Il gelato predilige invece volumi più aperti e contatto diretto con il pubblico, come nello stand Elenka, con struttura a doghe verticali bianche e zona lounge integrata.

Elenka x Sigep di Rimini
Il mondo del coffee, ad esempio, richiama materiali caldi, legno ed un’illuminazione puntuale che valorizza il momento della degustazione: è il linguaggio che Saci Project ha tradotto nello stand realizzato per Nespresso.

Nespresso x Sigep di Rimini
Il bakery e la pasticceria, al contrario, comunicano attraverso vetrine illuminate e superfici che mettono in scena il prodotto come protagonista, come nello stand firmato per FB Berton, dove pareti scure e pannelli in legno corten fanno risaltare per contrasto i ripiani retroilluminati con i lievitati esposti.

FB Berton x Sigep di Rimini
Il rischio dell’allestimento generico
In un quartiere multi-settoriale come quello della fiera Sigep, uno stand progettato senza una direzione precisa rischia di apparire intercambiabile, indipendentemente dalla qualità del prodotto esposto. Le aziende che operano su più comparti, come accade spesso per i fornitori di materie prime, corrono il rischio maggiore: senza una gerarchia visiva chiara, lo stand comunica genericità anziché specializzazione.
È il caso che Saci Project ha affrontato nel progetto per Unigel, dove lo stand ospita al suo interno più sotto-brand (Nordpol, Barbera) e più filiere produttive sullo stesso spazio: la soluzione adottata è stata creare zone distinte con materiali e cromie differenti, dal legno chiaro delle vetrine gelato al corner caffè con tonalità più calde, mantenendo però una facciata unitaria con il payoff “Uniamo gusto e storia” a fare da elemento di coerenza generale.

Unigel x Sigep di Rimini
Come comunicare l’appartenenza di settore in pochi secondi
La progettazione personalizzata permette di tradurre l’identità di comparto in scelte tecniche precise, anziché affidarsi a soluzioni preallestite che appiattiscono le differenze tra settori. Tra gli elementi che fanno la differenza in un allestimento:
- Illuminazione mirata, calibrata sui materiali esposti: spot puntuali per valorizzare le vetrine prodotto, come nel caso FB Berton, o illuminazione diffusa per ambienti più aperti come quello Elenka
- Materiali coerenti con la filiera, dal legno chiaro per il gelato alle superfici scure e materiche per la pasticceria d’autore
- Layout dei flussi interni, pensato per guidare il visitatore verso l’area degustazione o show-cooking propria del settore, come il bancone bar integrato nello stand Unigel
- Segnaletica e gerarchia visiva, che rendano leggibile il comparto di appartenenza anche a distanza, come l’insegna sospesa dello stand Nespresso, visibile da più corsie del padiglione.
Personalizzazione come leva strategica
Un allestimento su misura consente di costruire questa identità settoriale fin dalla fase di concept, integrando l’ecodesign e le tecnologie più adatte al contesto specifico, dai ledwall agli effetti speciali. Diversamente da una struttura modulare standardizzata, un progetto personalizzato permette di calibrare ogni dettaglio sul comparto di riferimento, trasformando lo stand in uno strumento di riconoscibilità immediata. Alcuni dei progetti realizzati per Sigep, come Nespresso, Elenka, FB Berton ed Unigel dimostrano come la stessa metodologia progettuale possa adattarsi a quattro settori molto diversi tra loro, mantenendo sempre la coerenza tra brand identity e codici visivi di filiera.
Dalla progettazione alla logistica: un approccio integrato
Va inoltre considerato che la complessità del progetto dipende anche dalle finestre di allestimento previste dal quartiere fieristico di Rimini. Pianificare per tempo con un partner esperto consente di sfruttare al meglio i tempi tecnici disponibili, evitando compromessi sull’identità visiva del proprio settore. Questo vale in particolare per le aziende che necessitano di integrare elementi tecnici complessi (strutture sospese, vetrine refrigerate, illuminazione scenografica) in tempi di montaggio definiti e non sempre estendibili.
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